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 APERT (Associazione per  Emittenti Radio Televisive)
            Una Storia lunga 35 anni
    Nasce in Piemonte nel 1978, per assistere e rappresentare la sola Emittenza Radio Televisiva locale Piemontese.
Per consentire l'adesione all'Associazione anche alle Radio Nazionali, attraverso i Consorzi di Emittenti, l'Apert ha approvato un nuovo Statuto, mantenendo la storica sigla e trasformando il nome in: Associazione per Emittenti Radio Televisive  
SEGUE  

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Il Presidente della Provincia Saitta, conclude due mandati senza adottare il piano globale di risanamento degli impianti radiotelevisivi che operano dal Colle della Maddalena a Superga. L’Apert e i Consorzi C.E.P. e CIR-TV, firmatari di un Accordo con Saitta, costretti a ricorrere al TAR del Piemonte

Dal 1994, i Consorzi hanno presentato progetti esecutivi di risanamento del Colle della Maddalena. La Pubblica Amministrazione ha bloccato per 20 anni le Emittenti e la loro attività, cercando anche di sanzionarle. La Giunta Saitta, non adotta il piano definitivo di risanamento, esclude Superga, si limita a prende atto di un “progetto preliminare” il cui contenuto, oltre ad essere carente dei pareri tecnici di Arpa, Ispettorato del Ministero e di tutti gli atti di assenso, crea ulteriori problemi alle Imprese radiotelevisive, ai residenti nelle aree degli impianti, al paesaggio, all’ambiente e al turismo per quanto riguarda l’esclusione di Superga. 

Testo Ricorso TAR Piemonte

Avv. Marzia Amiconi  e Mario Monaco (Roma). Domiciliazione Avv. Elena Taricco (Torino).

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Elettrosmog: tre Torri in Provincia e il PdL con Cerchio incalza Ronco

    Sul traliccio, deciso in area privata, c’è
 “Puzza di bruciato” in vista delle elezioni.
  
Il più alto dei tre tralicci su area privata e più vicino alle case. 
         I
 progetti - nemmeno questa volta - sono definitivi

                             Registrazione:

Si è discussa martedì 28 gennaio, l’ennesima 

     Ordinanza-ingiunzione
di € 60.000 emessa dal Comune di Torino a carico di Radio Torino 91, assistita dall'Avvocato Elena Taricco - Apert aveva chiesto al Dirigente la revoca. Il Giudice di Torino, Salvatore Latella, annulla.


interrogazione del Pdl che da circa dieci anni sollecita, con  il Vice Presidente del Consiglio Giuseppe Cerchio, l’adozione del piano di risanamento del sito radio-televisivo “Colle della Maddalena”.

Cerchio, che ha dovuto attendere qualche minuto l’accensione della luce rossa del microfono, ha iniziato dicendo: “il microfono è venuto rosso, così come rosso di vergogna dovrebbe essere l’esecutivo dell’amministrazione provinciale di Torino, per questa storia infinita di latitanze, ritardi, vuoti di irresponsabilità”. Ciò produce disagi per la non soluzione dei problemi nei confronti dei cittadini residenti nella collina torinese e delle imprese  radiotelevisive.

Stiamo parlando – ha ricordato Cerchio - delle vicende legate all’elettrosmog al Colle della Maddalena, allorquando nel 2004, la Regione Piemonte trasferì titolarità e competenze all’amministrazione provinciale, che ha continuato a latitare e non risolvere la delicata questione.

Sappiamo che nel 2013 la provincia ha affidato, per l’ennesima volta, la quarta la quinta, abbiamo perso il conto, a due professionisti, per ipotizzare entro tre mesi, quindi il 19 gennaio, l’ennesimo progetto che all’amministrazione provinciale - attraverso la regola della sprecopoli - al momento è costato 130 mila euro. “Si tratta di progetto – ha sottolineato Cerchio – affidati sempre alla stessa persona che faceva sempre le stesse cose, producendo qualche foglio aggiornato”.

Ci poniamo il problema di quale sia la risposta, se effettivamente sono confermate queste tre Torri.
Chiediamo all’amministrazione provinciale, invece di non tener conto delle osservazioni dei tecnici dei consorzi, invitati collaborare, se non ritenga di raccogliere i loro suggerimenti visto che, da informazioni giornalistiche,  risulta  non sia stato prodotto alcun ottimale risultato.

Mentre continua la “latitanza sul problema” del Presidente Antonio Saitta, forse troppo impegnato a progettare la conquista di altra poltrona per continuare – così come ha fatto per il Colle della Maddalena - a risolvere i problemi dei cittadini e delle imprese, la risposta a Cerchio è arrivata” si fa per dire, dall’Assessore all’ambiente Ronco  che, col il solito foglietto in mano, preparato dal dirigente e dal funzionario dell’assessorato, dopo aver ripetuto le stesse cose, dette nei quattro anni abbondanti del suo incarico, ha detto: 
“Ci sono stati ripetuti incontri con i tre comuni interessati e con i raggruppamenti delle emittenti e il piano – ultima versione - è stato approvato con la conferenza dei sevizi del 18 aprile 2012.
Il piano attuale è stato predisposto con la logica della ristrutturazione in loco dei tralicci esistenti. Avendo in mente la minimizzazione dell’altezza dei tralicci e la garanzia del rispetto dei 6 V/m che è il vincolo di legge per gli impatti ambientali”.

Ronco ha proseguito dicendo che l’attenzione si è concentrata sulle emittenti che attualmente sono insediate al Colle della Maddalena e, in questa fase, non è stata presa in considerazione il sito di Superga.
La soluzione progettata dei tre tralicci prevede uno sul sito privato, gli altri due su area nella zona del Bar Faro.

Il tavolo tecnico su cui hanno partecipato sei esperti nominati dalle emittenti, ha studiato quali erano le soluzioni progettuali e non si è spinto a modificare quanto era stato approvato dalla Conferenza dei servizi dell’aprile 2012.
Con i tecnici delle emittenti, si sono discusse le indicazioni da dare ai tecnici che hanno eseguito la progettazione.
Questa collaborazione è stata produttiva, il lavoro fatto di concerto ha consentito di distribuire canali radio e tv sui diversi tralicci e il progetto attualmente approvato è in grado di contenere tutte le indicazioni che da quei tecnici erano emersi durante gli incontri.

Nella fase di progettazione definitiva i gestori, puchè si muovano in accordo con gli enti locali, possono portare alcuni cambiamenti al piano.

La previsione di tre tralicci – ha detto ancora l’Assessore - è il massimo previsto per dare potenziale risposta a tutte le problematiche ma, in questi momenti, se si volessero realizzare di meno,  sarà la progettazione definitiva che definirà esattamente anche la trattativa commerciale per andare a trattare quanti potenziali fruitori ci possono essere per ciascuno dei tralicci. Il progetto così come congeniato non è una “camicia di forza”, ma è la condizione entro la quale andare a trovare soluzioni anche diverse.

Per quanto riguarda il sito privato coinvolto nel progetto, ad oggi sul quel sito sono installate 35 impianti, è un sito di fatto esistente e dovrebbe avere tutti gli elementi di equilibrio per superare le preoccupazioni che il piano sia indirizzato ad interessi di parte. Dentro questa soluzione i gestori sono in grado di rappresentarsi in modo coordinato tra di loro.
“Il progetto – ha detto Ronco - non doveva favorire qualcuno in particolare né condizionare gli operatori esistenti” Abbiamo messo a disposizione di coloro che in questo momento fruiscono delle instalalzioni esistenti di creare le condizioni per andare a realizzare quanto previsto nel piano.

Sul punto “…. non doveva favorire qualcuno…”  ritorneremo  dopo la seguente risposta all’Assessore, da parte del Vice Presidente Cerchio:

“Siamo onesti – ha detto Cerchio - il nostro Gruppo consiliare è profondamente deluso della risposta.  Perché attendere dieci anni per risolvere le criticità della situazione di elettrosmog del Colle della Maddalena, per avere una risposta che dice: ci colleghiamo a quanto deciso in Conferenza dei servizi, che ha prodotto per la quinta volto uno studio da parte dell’incaricato Ing. Giovannelli, per dire che in realtà vanno bene”.

Tre tralicci allora concordati, che però potrebbero diventare due, nella elasticità di un accordo tra gli operatori: “non è proprio il caso di fare studi su studi, pagati onerosamente dalla provincia, per produrre una ricaduta che non ha nessuna certezza”.

“Che senso ha – dice Cerchio – realizzare per l’ennesima volta da parte dei professionisti incaricati, l’ennesimo progetto, ipotizzando ancora tre tralicci, quando sappiamo che economicamente, per la caduta della crisi e per il sostanziale dimezzamento delle televisioni, non servono più tre tralicci, ma ne sono sufficienti due, di altezza differente e con minore impatto ambientale, con possibilità di essere realizzati su suolo pubblico, come il presidente Saitta disse un paio d’anni fa, in risposta a una ennesima nostra interrogazione:  entro pochi giorni avrebbe risolto il problema, operando su suolo pubblico per la localizzazione dei tralicci, non utilizzando iniziative di carattere privato, leggasi Berardi citato nella risposta dell’Assessore. Ciò  vuol dire - ha sottolineato Giuseppe Cerchio - rischiare di privilegiare un’operazione privata in una situazione nella quale occorrerebbe localizzare il tutto in area pubblica.

Che senso ha, si è chiesto Cerchio,  fare l’ennesimo pagamento di 33.000 euro al solito consulente che vorrebbe, magari, non lasciare la flessibilità agli operatori, ma fare un progetto con due torri e che veda risolvere definitivamente il problema senza prestarsi a ricorsi e controricorsi.
Mi pare che siamo di fronte ad una situazione di grande difficoltà con i tre tralicci indicati, perché non si può dire possiamo ridurle a due, perché o sono due o sono tre.

Non basta mettersi d’accordo con un comune o con l’altro – ha sostenuto l’esponente del Gruppo PdL -  a secondo che il risultato elettorale, di qualche comune che va alle elezioni tra alcuni mesi, può spostare alcune decine di persone votando in un senso o nell’altro e si privilegia una situazione che interessa a un privato, che vede gli operatori nella sua area e non nel suolo pubblico.
Che senso ha insistere su questa proposta che fa lievitare la spesa, i costi di investimento e di gestione, danneggiando anche gli abitanti della collina, non solo in termini di inquinamento ma di aspetto ambientale, paesaggistico e di quant’altro.
Qusta scelta  rischia di non risolvere il problema.
Vuol dire che fra una Giunta o due, questa amministrazione approva il progetto dei tre tralicci. Di questo si tratta.  O sono tre o sono due e non si può lasciare al libero arbitrio lasciando anche l’interesse privato.
Per questi motivi io credo – ha concluso Cerchio - che la risposta dell’Assessore non solo sia negativa ma insufficiente, sapendo che stanno passando i dieci anni e il problema non si risolve, Immagino che interventi carattere giudiziario potranno essere conseguenti di fronte a questa incertezza e non soluzione da parte dell’Amministrazione provinciale.
Ci dogliamo di questa situazione negativa. 

La situazione è talmente chiara: oltre due anni addietro avevamo scritto che la provincia complica le cose per concludere il mandato elettorale a maggio 2014, senza adottare il piano. Non crediamo alla sfera di cristallo ma, dopo la bocciatura delle due Torri alte 140 metri avevamo registrato ritardi e procedure finalizzate a far trascorrere il tempo.

La progettazione della Provincia di tre tralicci e l’intesa con i Comuni di Pecetto e Moncalieri (Torino ha dimostrato ampia disponibilità alla soluzione del problema), voluti dal Sindaco di Pecetto Torinese che ha proposto il traliccio più alto nell’area del suo elettore Berardi, sono stati accettati dal presidente Saitta e dall’Assessore Ronco, che pure avevano assunto  impegni diversi.

Poiché non c’è dubbio che al privato, proprietario di numerosi tralicci abusivi e responsabile dell’inquinamento degli ultimi 25 anni, per avere consentito la presenza di un elevato numero di impianti, con elevati ritorni economici, si assegna un immeritato vantaggio economico a danno dei consorzi firmatari l’Accordo del 2009, senza entrare nel merito delle voci di un probabile vantaggio elettorale di chicchessia, riteniamo che dell’intera vicenda  e degli atti compiuti, a partire dalla bocciatura dei piani di risanamento proposti dai consorzi ad oggi, debbano essere le Associazioni e i Consorzi, non certo la Provincia, a informare la Magistratura penale e la Procura presso la Corte dei Conti.

Dieci anni i tempi del presidente, Antonio Saitta
     per risanare il Sito Colle della Maddalena:
      “Tanto impegno” ma nessun risultato.
Firma_dellAccordo_21_maggio_2009_da_sinistra_Piero_Manera_FRT_Presidente_Antonio_Saitta_Vittorio_De_Giorgio_APERT
Firma Accordo con la Provincia di Torino - 21 maggio 2009. Da sinistra Piero Manera FRT, al centro il Presidente Antonio Saitta, a destra Vittorio De Giorgio APERT.

Leggiamo dal sito http://it.wikipedia.org i dati che seguono, assicurandovi di non aver sbagliato titolo:
 
853 ponti, viadotti e opere simili
2500 tombini
572 cavalcavia
35 gallerie su due carreggiate
3 gallerie su una sola carreggiata
16 milioni di metri quadrati di pavimentazioni
52 milioni di metri cubi di terra scavata all'aperto.
1,8 milioni di metri cubi di terra scavata in galleria.
5 milioni di metri cubi di murature e calcestruzzo
15 milioni complessivi di giornate lavorative.

Sono le opere realizzate in sei anni, quattro mesi e tre giorni, dal 19 maggio 1956 al 22 settembre 1962, per costruire l'intera autostrada del sole, la più lunga d’Italia, di 761,3 km. da Milano a Napoli.

Ma centra qualcosa con il presidente Antonio Saitta?
No. Anzi, sì.

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        Il 15 gennaio 2014, un mercoledì con un nulla di fatto
    MANCATA AUDIZIONE NELLA COMMISSIONE PROVINCIALE 
   DI CONTROLLO. IL DIRIGENTE "LATITANTE GIUSTIFICATO"?

Il presidente della Commissione Consiliare di controllo sull'attività della Giunta, Carlo Giacometto, ha convocato la Commissione e il dirigente dell'assessorato all'ambiente, Dr. Francesco Pavone per essere ascoltato per l'esame del progetto, presentato dai professionisti incaricati dalla Provincia, per il piano di risanamento del Colle della Maddalena.

Il dr. Pavone si è reso "latitante" e irreperibile, creando forte imbarazzo al Presidente e ai componenti la Commissione.

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IL TAR DEL PIEMONTE, I SEZIONE, ANNULLA Diffide/Ordinanze emesse, in violazione della legge, dai comuni di Pecetto Torinese e Moncalieri su indicazione di Arpa Piemonte. 

 
I TESTI DELLE SENTENZE. T.L.T. S.P.A. , ITALI 8 SRL, ELETTRONICA INDUSTRIALE SPA - MEDIASET, VIDEOGRUPPO SPA, TIM MEDIA SPA, SOCIETA' LA 9 SPA, TELECITY SPA, ASSOCIAZIONE RADIO MATER, MONRADIO SRL E VIRGIN RADIO ITALY SPA, RCM ITALIA SRL E RADIO STUDIO 105 SRL.  

Risanamento Sito Colle della Maddalena, incontro del 20 dicembre 2011: parere ARPA a metà gennaio e nuovo Protocollo d’Intesa tra la Provincia e i Comuni interessati.

LA REGIONE PIEMONTE, DAL 2001, E LA PROVINCIA DI TORINO, DAL 2004, RESPONSABILI, INSIEME AI COMUNI DI PECETTO TORINESE E MONCALIERI NEI CONFRONTI DEI CITTADINI DEL COLLE DELLA MADDALENA E DELLE IMPRESE RADIO TV DEL MANCATO RISANAMENTO DEL SITO COLLE DELLA MADDALENA. DOPO LE RECENTI SENTENZE DEL TAR PIEMONTE COMUNI E PROVINCIA FARANNO IL LORO DOVERE? 
 antenen_colle_maddalena

A sinistra i due tralicci adiacenti il Bar Faro - Moncalieri. Sullo sfondo altri tralicci: le due strutture, una di circa 70 metri, saranno elevate a circa 100 metri per riddurre al minimo i contributi di campo elelttrico.


SUI RIPETITORI PUBBLICI E PRIVATI DEL COLLE DELLA MADDALENA,  NEL TERRITORIO DI TORINO, MONCALIERI E PECETTO, LA LEGGE QUADRO   N. 36/2001 IMPONEVA IL RISANAMENTO DEL SITO ENTRO OTTOBRE 2004 MA, LA REGIONE PRIMA E LA PROVINCIA DOPO, AD OGGI NON SONO STATE IN GRADO DI ADOTTARE UN PIANO PER ADEGUARE GLI IMPIANTI AI VALORI DI CAMPO ELETTROMAGNETICO DEI 6 V/M

L'APERT SI OCCUPA DEL RISANAMENTO DEL SITO "COLLE DELLA MADDALENA DI TORINO" DA CIRCA TRENT'ANNI.
FINO ALL'ADOZIONE DEL PIANO, QUINDI, TROVERETE TANTE NOTIZIE E SERVIZI, SU QUESTO SITO, SPESSO IN RISPOSTA A QUANTO NELL'ULTIMO DECIENNIO HANNO RACCONTATO E CONTINUANO A RACCONTARE CERTI AMMINISTRATORI PUBBLICI, CON LO SCOPO DI CERCARE DI  SCARICARE LE PROPRIE RESPONSABILITA' SULLE RADIO E TELEVISIONI.


ABBIAMO CERCATO IL DIALOGO E COLLABORATO PER RISOLVERE QUALCHE PROBLEMA, PER POI SCOPRIRE CHE, PER LUNGHI ANNI NON C'E' STATA LA VOLONTA' DI RISANARE, IN QUESTI ULTIMI MESI SEMBRA SIA PREVALSO L'INTERESSE ALLA TUTELA DELLA SALUTE.
  
DAGLI ULTIMI INCONTRI CON LA PROVINCIA, CHE HANNO PRECEDUTO LA RISPOTTA AL QUESITO, SUI RITARDI PER L'ADOZIONE DEL PIANO DI RISANAMENTO, PRESENTATO DAL GRUPPO DEL PDL E ILLUSTRATO DAL VICE PRESIDENTE GIUSEPPE CERCHIO, IL 22 NOVEMBRE 2011 LA RISPOSTA DEL PRESIDENTE ANTONIO SAITTA CI INDUCE A CREDERE AD UNA RAPIDA SOLUZIONE.

SE ANCHE QUESTA VOLTA SI ANDRA' A RILENTO, PER FAR PASSARE ALTRO TEMPO, SENZA RISOLVERE NULLA SARA' NECESSARIO DARE AVVIO ALLE AZIONI DI TUTELA A FAVORE DELLE IMPRESE RADIOTELEVISIVE.   

 Ministro_Flavio_ZanonatoGiuramento del Ministro delle Comunicazioni Flavio Zanonato

 

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