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LETTERA DEL PRESIDENTE SAITTA ALLE ASSOCIAZIONI APERT E FRT

DURA POSIZIONE DELL'APERT AGLI

AMMINISTRATORI DELLA PROVINCIA DI TORINO:
                 DIMETTEVI O RISANATE

LETTERA DEL PRESIDENTE SAITTA ALLE ASSOCIAZIONI APERT E FRT 
VICINI ALLA CONCRETA REALIZZAZIONE DEL PIANO DI RISANAMENTO
DEL SITO RADIOTELEVISIVO COLLE DELLA MADDALENA


Note sull'incontro del 6 giugno tra APERT e Provincia.
Di seguito la lettera del Presidente Antonio Saitta.

 
A seguito della lettera di Apert al Presidente della Provincia e al Direttore Generale, lunedì 6 giugno 2011 il presidente Apert, De Giorgio è stato convocato dal Segretario Generale, a nome del Presidente, per un aggiornamento della situazione:

Con il Segretario Generale dott. Buscaino e l'Ing. Pretruzzi (si occupa della progettazione) sono state affrontate le cause del ritardo,  individuate le azioni da compiere e fissati i tempi per arrivare alla concreta realizzazione del piano di risanamento.
 
Entro pochi giorni la Provincia deciderà se ci saranno 4 Torri alte circa 100 metri oppure le due torri di 140 metri, una a Moncalieri in sostituzione delle due attuali strutture, una nel territorio di Pecetto Torinese: dall'incontro ci è sembrato di capire che la Provincia voglia fare un ultimo e decisivo tentativo per trovare con i  Comuni di Pecetto e Moncalieri una soluzione condivisa.

Scatterà poi la nuova e definitiva fase progettuale delle strutture, necessaria per acquisire ed occupare d'urgenza le aree degli attuali impianti da risanare.che, come ha sostenuto l’Apert,  diventeranno beni indisponibili dei comuni  per poi poter concedere il diritto di superfice a favore delle emittenti: legge Mammì e Regolamento d’attuazione (DPR 255/1992.

Superato questo passaggio, il Consulente tecnico Ing. Giovannelli,  dovrebbe adeguare, con l’approvazione di Ispettorato delle Comunicazioni e ARPA, i sistemi d’antenna e l’accorpamento delle frequenze radio e canali  televisivi, da presentare alla Provincia per l'adozione dell'intero piano di risanamento. Il nuovo accorpamento terrà conto del numero dei tralicci e della loro altezza .

Con l'avvenuto passaggio al Digitale Terrestre, la competenza sulla modifica e spostamento degli impianti tellevisivi è del Ministero: Apert, crediamo soprattutto FRT, faranno i passi necessari per demandare all'Ispettorato del Piemonte e Valle d'Aosta, l'analisi sulle proposte di accorpamento Telelvisivo locale da parte dell'Ing. Giovannelli, ovvero del piano di risanamento, che dovrebbe portare al rilascio degli atti autorizzativi. L'Ispettorato, infatti, ha curato per oltre trent'anni la situazione televisiva nelle aree di servizio ed è in grado di valutare la situazione anche per quanto riguarda le potenze necessarie ai trasmettitori televisivi per una corretta a garantita ricezione dei programmi.

I tempi calcolati con l'Ing. Petruzzi sarebbero:
circa 50 giorni per la nuova progettazione;
la presentazione del piano ai comuni;
la comunicazione della DIA da parte dei Consorzi di emittenti (art. 18 legge 223/1990);
30 giorni per la risposta da parte dei Comuni e, in assenza, inizio lavori.
Tutta la progettazione, le pratiche e la Direzione lavori sarà curata dalla Provincia d'intesa con i Consorzi e le Associazioni Apert e FRT

Apert si ritene soddisfatta perchè, se saranno rispettati le scadenze, finalmente siamo in presenza dei soli tempi tecnici necessari per la nuova progettazione.

E’ scontato che Apert e FRT seguiranno quotidianamente l’evolversi della situazione.

Qualunque sarà il numero dei tralicci, le costruzioni saranno nei punti dove sono già presenti gli impianti, senza necessità di varianti ai Piani regolatori.

Lettera del Presidente della Provincia, Antonio Saitta a APERT e FRT  del 13 giugno.

IL PRESIDENTE
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1861>2011 150°anniversario dell’Unità d’Italia
Prot. n. 508653/2011 Torino, 13 giugno 2011

                                                                                                                                    Spett.le     APERT
                                                                                                                                    Spett.le     FRT

                                                                                                                                                   

Oggetto: Stato di attuazione del piano di risanamento dall’inquinamento elettromagnetico del Colle della Maddalena.


Spettabili associazioni, purtroppo il risanamento dall’inquinamento elettromagnetico del Colle della Maddalena continua a costituire un progetto in fieri piuttosto che una realizzazione, come tutti avremmo voluto trattandosi di vicenda che si trascina dal novembre 2004 nonostante che già la Conferenza dei servizi del 29 febbraio del 2008 avesse portato tutti a ritenere, alla luce del consenso unanime di tutte le parti coinvolte, che finalmente sarebbe stato possibile passare dalle parole ai fatti.

Il seguito, però, è noto e ha registrato tentativi costantemente frustrati dall’opposizione di parti in causa, le stesse peraltro che avevano consentito di chiudere con il consenso unanimela conferenza del 29 febbraio di tre anni fa.

La prima pianificazione e localizzazione delle due antenne è stata bocciata dal Comune di Pecetto per il quale il risanamento avrebbe dovuto indennizzare la popolazione locale del carico di radiazioni sopportato negli anni affrancando il suo territorio dalla presenza di qualsiasi impianto elettromagnetico.

Dal canto suo Moncalieri, dopo l’iniziale disponibilità dell’Amministrazione comunale precedente quella attuale (disponibilità sulla cui base avevamo stipulato il protocollo d’intesa il 2 maggio 2006) si è schierata pregiudizialmente contro qualsiasi ipotesi che prevedesse l’innalzamento di nuovi impianti sul suo territorio o che modificasse significativamente quelli esistenti.
La gestione commissariale che ha retto Moncalieri nel periodo compreso tra la Giunta Ferrero e la Giunta Meo non aveva pregiudizialmente chiuso all’ipotesi di nuovi impianti sul territorio, ma aveva chiesto che l’eventuale installazione fosse supportata da studi giustificassero la localizzazione rispetto a localizzazioni alternative.

La Provincia di Torino, dopo essersi fatta carico di riprogettare la nuova collocazione, si è fatta ancora carico di far redigere, sempre a sue spese, uno studio comparativo diretto a giustificare la scelta del sito, oltre a studi di impatto ambientale e di impatto strategico, nell’ottica di mettere la gestione commissariale nelle condizioni migliori per decidere. Purtroppo l’opposizione dell’attuale Amministrazione cittadina di Moncalieri ha impedito che il procedimento si potesse concludere: un’opposizione enunciata dapprima per le vie brevi e ribadita poi formalmente nella Conferenza dei servizi dell’11 febbraio 2010.

Appare oggi come se la Provincia di Torino fosse inadempiente rispetto agli impegni che si era assunta e ad obblighi che pareva dovessero necessitare solo di soluzioni tecniche affidabili; ma alla luce di quel che precede, è evidente come la Provincia di Torino sconti un insieme di condizioni di vera e propria causa di forza maggiore. D’altronde, mancando del potere di obbligare i Comuni a variare la destinazione d’uso urbanistica non potevamo e non possiamo che contare su percorsi di condivisione con le amministrazioni locali; percorsi cui ci siamo dedicati per quanto nelle nostre possibilità. Sotto tale aspetto, ritengo si possa riconoscere che sono mancati i risultati, ma non il nostro impegno.

La Provincia si è concentrata sugli impianti esistenti e sulla loro coerenza sotto il versante urbanistico ed edilizio avendo modo di appurare che, in seguito all’attuazione della normativa sulla sanatoria edilizia, almeno parte degli impianti esistenti si potevano e dovevano, ritenere del tutto regolari sotto il profilo urbanistico per intervenuta sanatoria.
Sulla base di tale constatazione ci si è soffermati sulla possibilità di loro sopraelevazione per rispondere alla normativa sull’inquinamento elettromagnetico giungendo alla possibilità di un’integrale ristrutturazione fino all’innalzamento della quota, se funzionale al recupero dei livelli di emissione.
Non era la soluzione ideale come la costruzione delle due torri su cui allocare tutti gli impianti esistenti, ma una soluzione comunque in grado di rispondere alle esigenze iniziali di risanamento complessivo della collina.

L’approfondimento ha portato a conclusioni ancora più interessanti come quella basate sulla legge 6.8.1990 n. 223 per la quale i concessionari di impianti radio/televisivi alla data della sua entrata in vigore hanno titolo a chiedere il rilascio di apposito titolo abilitativo sotto il profilo edilizio e il Comune all’atto del rilascio ha il dovere di espropriare il relativo terreno per darlo in concessione al gestore contro il pagamento di un canone.
Si tratta, quindi, di una prospettazione del tutto nuova della vicenda che potrebbe essere meno coerente con l’impianto iniziale, ma sarebbe comunque ugualmente funzionale alle esigenze di risanamento.

La Provincia sta ultimando le verifiche del caso per poi procedere ad un confronto con gli associati in indirizzo nell’ottica di redigere l’auspicato piano di risanamento sulla base del quale consentire ai gestori di poter chiedere le autorizzazioni per costruzione/ristrutturazione delle nuove antenne ed ai Comuni di procedere come d’obbligo. Un’ipotesi apparentemente risolutiva ed esigibile anche in caso di dissenso da parte delle amministrazioni locali.

La necessità di procedere nelle verifiche e negli accertamenti di esigibilità ha fin qui suggerito di evitare nuove riunioni in attesa dell’esito. Per cui ritengo di poter ribadire, a pieno titolo, che in tutto questo periodo di tempo non sono mancati né impegno né fantasia, anche se gli ostacoli fin qui sono riusciti superiori rispetto alle forze in campo. Confido però di esser riusciti ad imboccare il filone giusto e che tanto, unito ad una maggiore disponibilità generale del territorio, possa consentire di procedere dalla fase di progettualità perenne a quella di concreta realizzazione.

Confidando di poter aggiornare a breve sull’evoluzione delle trattative e degli approfondimenti è gradita l’occasione per porgere i saluti più cordiali.
                                                                                          
                                                                                                          Il Presidente della Provincia di Torino
                                                                                                                              dott. Antonio Saitta

Ultimo aggiornamento (Venerdì 02 Novembre 2012 10:31)

 

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