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11 sentenze favorevoli a Radio e Tv.

Dal Settimanale Il Mercoledì - 11 gennaio 2012

          11 sentenze favorevoli a Radio e Tv.
I Giudici sollecitano la bonifica del Colle della Maddalena

                   Antenne, comuni sconfitti al Tar
Annullate le ordinanze per limitare la potenza degli impianti

MONCALIERI - Undici azero. Il Tar Piemonte ha annullato le ordinanze con cui i comuni di Moncalieri e Pecetto avevano intimato alle emittenti radiotelevisive di ridurre la potenza dei loro impianti per far fronte all’elettrosmog esistente al Colle della Maddalena.

Una sentenza accolta con soddisfazione dall’Apert, l’associazione che riunisce le emittenti, e che rinvia di fatto ogni decisione finale al piano di risanamento in discussione ormai da oltre dieci anni, ma che potrebbe finalmente imboccare il rettilineo d’arrivo a fine gennaio per consentire ai consorzi di porre la prima pietra per la ristrutturazione dei tre tralicci esistenti, due a Moncalieri nei pressi del Bar Faro ed uno a Pecetto, prima
dell’estate.

“A questo punto - commenta Vittorio De Giorgio, presidente Apert - ci si augura che i Comuni di Pecetto e Moncalieri annullino le diffide ancora in piedi e si proceda con il massimo impegno e senza altri ritardi al risanamento del sito. Non vedo il motivo - aggiunge - di andare nuovamente in udienza e spendere altri soldi”.

Una partita non facile quella che si è giocata al Tar, dove si sono confrontate sensibilità ed opinioni differenti, che vanno dalla tutela della salute al diritto delle emittenti di trasmettere i loro programmi. Uno scontro che si è concretizzato in 52 ordinanze/diffide emesse dai due comuni nei confronti di 12 televisioni e 40 radio di riduzione della potenza dal 70 all’80%.

Un provvedimento richiesto per abbassare il campo elettrico entro i limiti consentiti, avendo come riferimento i «valori di attenzione», valoriche avrebbero dovuti essere raggiunti con l’adozione del piano di risanamento del Colle della Maddalena. Ed è proprio su questi aspetti che il tribunale amministrativo ha dato ragione alle otto televisioni e tre radio che hanno proposto ricorso e su cui il Tar si è espresso.

Per il Tar infatti “il piano di risanamento costituisce lo strumento da utilizzarsi per contemperare le contrapposte esigenze di tutela della popolazione esposta alle emissioni elettromagnetiche e dell’attività economica delle emittenti che irradiano il segnale”. Essendo la discussione ancora aperta “deve pertanto escludersi che l’autorità amministrativa sia legittimata a disporre nuove riduzioni di potenza che si sovrappongono alle precedenti, poiché tale opzione, oltre a non essere contemplata dalle disposizioni di rango primario, appare illogicamente volta a riversare sul privato le conseguenze del ritardo, nellaspecie cronicizzato, dell’azione amministrativa”.

Tirata d’orecchie, quindi per la Provincia, ma anche per l’Arpa. Proseguono i giudici amministrativi: “Il «valore di attenzione dei 6 V/m - precisa il TAR nelle sentenze che accoglie gli ricorsi - costituisce misura di cautela ai fini della protezione da possibili effetti a lungo termine e deve essere raggiunto nei tempi e nei modi previsti dalla legge”; mentre il «limite di esposizione» dei 20 V/m non deve essere superato in alcuna condizione.

Insomma, mentre in quest’ultimo caso “qualora i gestori siano inadempienti alla riduzione a conformità” la legge richiede alle amministrazioni “la disattivazione degli impianti”, nel momento in cui non risultano rispettati i valori di attenzione, “il Comune diffida i gestori degli impianti che contribuiscono al campo elettromagnetico ad eseguire la riduzione a conformità, compatibilmente con la qualità del servizio e previo accertamento
da parte degli organi ausiliari periferici del Ministero delle comunicazioni.

Se la riduzione non consente il mantenimento della qualità del servizio i gestori presentano alla Provincia una proposta di piano di risanamento”. Ed è questa la situazione in cui siamo. “Nel caso in esame - precisa ancora il TAR - l’autorità comunale si è limitata a recepire le risultanze degli accertamenti compiuti dall’Arpa e, sulla base di esse, ha direttamente ordinato la riduzione a conformità tramite la riduzione della potenza al connettore d’antenna. Tale modo di procedere - scrive il Tar nelle sentenze - si discosta dalle prescrizioni della legge regionale del Piemonte”.
Senza considerare che la richiesta “riduzione a conformità si sovrappone ad analoga misura disposta circa un decennio addietro e che già in tale occasione l’Ispettorato territoriale aveva espresso un parere di non mantenimento della qualità del servizio”. Insomma, anche per il Tar la strada maestra è il risanamento ed in assenza di questo la partita non si può giocare con delle ordinanze.
Luca Carisio

 

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