Get Adobe Flash player
Home Ordinanze Diffide

Ispettorati in crisi niente servizi

Ispettorati senza fondi, 
niente servizi
in "conto terzi"

Il nostro appello al Ministro, Corrado Passera

Mentre l"oro della Patria" rimane nei caveau della Banca d'Italia, circa 2.500 tonnellate di lingotti, il debito pubblico aumenta e gli italiani con reddito fisso, pensionati, artigiani, piccole e medie imprese si accollano il debito pagando sempre più tasse e contributi pensionistici: Irpef, irap, Inps, Inail  pari a circa il 58% del reddito, con l'aggiunta dell'IVA 21% siamo al 79% del reddito o del bilancio e non finisce quì!

Per le aziende ci sono gli imprevisti dell'uso quotidiano di apparecchiature e strumenti da lavoro, dei locali in affitto o di proprietà, a cui vanno aggiunte altre tasse come: IMU, rifiuti, acqua e i costi dei servizi, necessari a produrre il reddito: telefoni, energia eleittrica, riscaldamento, ecc.

I lavoratori dipendenti, invece, devono integrare quel 79% di tasse con le spese quotidiane per raggiungere il posto di lavoro, mezzo pubblico o auto e - in quest'ultimo caso, spesso - oltre al pagamento della benzina e della sosta, devono tenere conto di autovelox e telecamere e di tutte le "trappole" che gli Enti hanno studiato per fare cassa.

A fronte del "furto legalizzato" dell'80% del reddito di Imprese, dipendenti e pensionati, in presenza di una situazione economica del Paese disperata, creata dai Partiti e dai loro rappresentanti in Parlamento, questi ultimi non conoscono crisi e continuano a trattenersi i soldi dei cittadini, a spendere e spandere, a prosciugare le casse dello Stato e ad arricchire quelle personali e quelle dei Partiti.

Mentre accade tutto questo, lo Stato non è in grado di assicurare ai cittadini, non solo i servizi essenziali, ma nemmeno quelli a pagamento.

Quindi andiamo al titolo di questo articolo per fare un esempio concreto del Servizio a pagamento che lo Stato, nel nostro caso il  Ministro dello Sviluppo Economico - Dipartimento delle Comunicazioni, deve assicurare.

Il Ministero ha dotato i suoi Organi Tecnici periferici di mezzi mobili attrezzati per svolgere specifiche e indispensabili funzioni di vigilanza tra cui: la tutela dei servizi pubblici di comunicazione essenziali, il controllo del corretto funzionamento degli impianti dei concessionari radio-televisivi pubblici e privati, il monitoraggio sui livelli di inquinamento elettromagnetico, le verifiche ai pubblici servizi delle reti di comunicazione telefonica. 

A queste funzioni, in presenza di vertenze tra privati per l'interferenza tra impianti radio-televisive o per il rilascio di autorizzazioni di trasferimento di un impianto radio-televisivo in altra postazione, oltre al compito d'Istituto di accertare la conformità operativa degli impianti, l'Ispettorato competente per territorio deve effettuare verifiche dette "in conto terzi", ovvero a pagamento, nelle aree di servizio, con l'utilizzo del personale tecnico e dei mezzi mobili attrezzati.

In caso delle denunciate interferenze, solo l'accertamento tecnico nelle aree di servizio consente di trovare la possibile soluzione per eliminare o ridurre le interferenze.

Per il rilascio dell'Autorizzazione di trasferimento dell'impianto, è indispensabile che l'Ispettorato acerti - sempre con i mezzi mobili sul territorio e con impianti presidiati dai suoi Tecnici - se dalla nuova postazione l'impianto, eventualmente autorizzato, andrà ad interferire altri impianti presenti nelle aree di servizio.

Terminati gli accertamenti e acquisiti i dati delle verifiche, l'Ispettorato emette fattura, a copertura di tutti i costi sostenuti, con importi minimi di due tre mila euro "a colpo", che non finiscono nelle casse degli Ispettorati ma, in quelle della Tesoreria  Provinciale dello Stato - Sezione di Viterbo.

A queste entrate, si aggiungono quelle dell'attività ispettiva e di controllo, sempre con l'uso dei mezzi mobili, che quasi sempre, si concludono con sequestri di apparecchiature e accertate violazioni con conseguenti salatissime sanzioni.

Se i compiti d'istituto, ispezioni e qunt'altro, sono obbligatorie ed hanno la precedenza, la cosiddetta attività in "conto terzi", si svolge soltanto se gli Ispettorati dispongono dei mezzi e della copertura finanziaria.

I tagli del Governo, in questo caso del Ministero dello Sviluppo Economico - Comunicazioni, sono stati fatti anche nei confronti degli Ispettorati, mettendoli nella posizione di non poter compiere le operazioni in "conto terzi", necessari per eliminare interferenze e autorizzare trasferimenti di impianti, quasi sempre per ridurre l'inquinamento elettromagnetico.

In questi casi il Ministero, da una parte incamera i soldi dei servizi in "conto terzi", dall'altra lascia all'"asciutto" gli Ispettorati, i quali non sono più in grado di assicurare il servizio, mettendo così in crisi le imprese radiotelevisive con il blocco delle pratiche autorizzative e mantenendo situazioni interferenziali e di inquinamento elettromagnetico.

Visto che gli Ispettorati oltre ai mezzi tecnici, dispongono di personale preparato per svolgere anche l'attività in "conto terzi", finalizata - come detto - alla soluzioni di problemi interferenziali e di tutela della salute, appare come un esempio di cattiva gestione non far lavorare i dipendenti dello Stato, lasciare i costosi mezzi attrezzati in garage,  rinunciare ad incassi certi e non risolvere i problemi.

La denuncia che facciamo, è rappresentata dal fatto che presso gli Ispettorati ci sono numerose pratiche inevase per l'impissibilità economica da parte dell'Organo periferico, di impiegare i suoi Tecnici e i mezzi attrezzati per effettuare le verifiche nelle aree di servizio.

Visto che gli Ispettorati non hanno nemmeno i soldi per pagare le missioni, la benzina o per riparare una gomma forata e, quindi, bloccano le pratiche in "conto terzi",  giriamo il quesito al Ministro dello Sviluppo Economico - Dipartimento delle Comunicazioni e ai Dirigenti Centrali che decidono la distribuzione dei fondi annuali agli Ispettorati: perchè una parte degli importi incassati dall'attività in "conto terzi" non vengono subito girate agli Ispettorati ed evitare il blocco delle pratiche?

Tra i 19 Ispettorati Territoriali, quello del Piemontee Valle d'Aosta si è rivelato essere molto attento alle vicende che coinvolgono l'emittenza radio-televisiva, sia pubblica che privata, con particolare attenzione alle situazioni interferenziali, al corretto uso degli impianti.
Nei prossimi mesi, l'Ispettorato avrà il non facile compito di esaminare e valutare il Piano di risanamento del Colle della Maddalena, che la Provincia di Torino avrebbe dovuto realizzare entro il 14 dicembre del 2004.
Si tratta di verificare i diritti, le aree di servizio e la compatibilità di un centinaio di impianti radio-televisivi, i cui titolari delle concessioni chiederanno le modifiche dei sistemi d'antenna e del loro posizionamento e accorpamento su nuove strutture, se la provincia le progetterà e attuerà il Piano di risanmento, per assicurare il campo elettrico totale sotto i 6 V/m.
scibiglia
Nella foto da destra, il Direttore dell'Ispettorato del Piemonte
e Valle d'Aosta, Mario Scibillia e l'ex Sindaco Sergio Chiamparino

L'Ispettorato del Piemonte
, oltre al personale tecnico preparato, vanta la presenza di un Direttore in "servizio permanente effettivo". Stiamo parlando dell'Ing. Mario Scibilia, laureato in ingegneria elettronica al Politecnico di Torino, alla tenera età di 24 anni, in servizio a Torino dal 1981, Coordinatore dell'Ufficio dal 1995 al 2001, nominato Direttore titolare nel 2006.  L'Ing. Mario Scibilia è Cavaliere al Merito della Repubblica dal 1993 e Ufficiale al Merito dal 2005. Nel suo Ufficio spicca la foto della premiazione, avvenuta presso la Scuola d'Applicazione di Torino, da parte dell'allora Sindaco, Sergio Chiamparino.

Ultimo aggiornamento (Venerdì 23 Novembre 2012 20:11)

 

News

I più letti