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Dieci anni i tempi di Saitta

Dieci anni i tempi del presidente, Antonio Saitta
     per risanare il Sito Colle della Maddalena:
      “Tanto impegno” ma nessun risultato.

Leggiamo dal sito http://it.wikipedia.org i dati che seguono, assicurandovi di non aver sbagliato titolo:
 
853 ponti, viadotti e opere simili
2500 tombini
572 cavalcavia
35 gallerie su due carreggiate
3 gallerie su una sola carreggiata
16 milioni di metri quadrati di pavimentazioni
52 milioni di metri cubi di terra scavata all'aperto.
1,8 milioni di metri cubi di terra scavata in galleria.
5 milioni di metri cubi di murature e calcestruzzo
15 milioni complessivi di giornate lavorative.

Sono le opere realizzate in sei anni, quattro mesi e tre giorni, dal 19 maggio 1956 al 22 settembre 1962, per costruire l'intera autostrada del sole, la più lunga d’Italia, di 761,3 km. da Milano a Napoli.

Ma centra qualcosa con il presidente Antonio Saitta?
No. Anzi, sì.

Vogliamo fare un confronto tra le suddette “semplici” opere autostradali, realizzate dopo un lunghissimo tempo di oltre sei anni, e quelle, molto “complesse” riguardanti due Torri, anzi tre, su cui installare una dozzina di antenne, per 48 impianti radio e 10 televisioni, con il tempo che si avvicina soltanto a dieci anni, fatto trascorrere dal brillante presidente della provincia di Torino, Antonio Saitta.

FATTI & DISFATTI

La progettazione di due Torri, è stata avviata e completata dalle emittenti nel 1998, rivisitata dalla Regione nel 2001, trasferita alla Provincia di Torino nel 2004, con obbligo di adottare il piano di risanamento del Sito radio-televisivo “Colle della Maddalena”, ai sensi della legge quadro n. 36/2001 e con le modalità e termini fissati dall’art. 9, comma 1, stessa legge.

Il piano di risanamento del Sito, che si trova nel territorio confinante ai comuni di Pecetto Torinese e Moncalieri, in area di proprietà della Città di Torino e in altra area privata, avrebbe dovuto adeguare, entro dicembre 2004, gli impianti radio-televisivi esistenti, ai nuovi valori di Campo Elettrico (inquinamento elettromagnetico) di 6 V/m, fissati dal DPCM del 2003.

Il presidente della provincia di Torino, Antonio Saitta ha convocato i Consorzi delle emittenti e le Associazioni APERT e FRT, per illustrare la sua proposta di una "Torre unica", alta 250 metri, in grado di ospitare tutte le emittenti, sottoscrivendo, il 21 maggio 2009, un Accordo - registrato - con i predetti Consorzi e Associazioni. L’Accordo fissava modi, tempi e costi della realizzazione dell’opera, nonché assumeva l’impegno, del Presidente Saitta di tenere aggiornate le associazioni APERT e FRT, firmatari di un protocollo aggiuntivo all’Accordo.

I Consorzi e le Associazioni, pur in presenza di un ritardo di cinque anni nell’adozione del piano di risanamento da parte della Provincia, hanno dato ampia fiducia al presidente Saitta, tenuto conto dei contenuti dell’Accordo sottoscritto.

Nel tempo successivo alla firma dell’Accordo e con la conferma elettorale dell’amministrazione Saitta, la Provincia ha abbandonato il progetto della “Torre unica” alta 250 metri, per passare a due Torri, alte 140 metri e, infine, a tre Torri, di cui due alte 85-100 metri e una alta 120 metri.

Soltanto nel luglio 2013 la provincia, prendendo atto della forte riduzione del numero degli impianti televisivi, affida l’incarico per la progettazione delle strutture e del progetto tecnico degli impianti radio-televisive a due progettisti.

Su richiesta del responsabile del procedimento, Dr. Francesco Pavone, le Associazioni  APERT e FRT indicano due Tecnici per le TV e due per le Radio per collaborare alla stesura dei progetti.

I Tecnici dei Consorzi, Sigg. Diaferio Ruggiero, Bellerate Ottavio, Mario Marchetti e Danilo Pienalto, forniscono ai progettisti tutti i dati tecnici degli impianti e producono anche una bozza di progetto, in grado di ospitare, su una delle tre strutture da progettare su area pubblica, tutti gli impianti radio e televisivi di proprietà delle emittenti consorziate ai quattro consorzi.
La bozza del progetto, che prevedeva l’adozione di tutte le modifiche ritenute necessarie dai progettisti, non è stata nemmeno presa in considerazione. La Provincia, infatti, ha confermato l’incarico ai progettisti di fare i progetti su tre Torri, rispettare le altezze e i punti dove posizionare le strutture.

Giova ricordare che nella seduta del Consiglio provinciale del 19 aprile 2010, il presidente Saitta aveva fornito assicurazioni al Vice Presidente Giuseppe Cerchio e allo stesso Consiglio dicendo:  “Noi procederemo a un Piano di Risanamento, su area pubblica, in modo di risolvere i problemi, d’intesa con gli operatori: ci assumiamo la responsabilità di fare anche in fretta".

A parte il “faremo anche in fretta”, che per il presidente Saitta equivale a quasi quattro anni, salvo complicazioni, la progettazione della Torre, alta 120 metri, con l’installazione della quasi totalità degli impianti radio in area privata, non è stata affatto decisa d'intesa con gli operatori. Al contrario gli operatori hanno sottolineato che tale progettazione crea un forte danno alle emittenti consorziate e causa elevati vantaggi economici a un privato.

Sono proprio gli operatori a chiedere per quale ragione i responsabili della provincia danno vantaggi al privato che, da oltre trent’anni, ha “ospitato” il maggior numero di antenne radio-televisive sui numerosi tralicci, costruiti senza concessione/autorizzazione, quindi abusivamente e in violazione di ogni norma sulla sicurezza, con licenza di inquinare, non certo per fare opere di bene ma, solo ed esclusivamente, per incassare elevate somme mensili per oltre un trentennio.

Il presidente Antonio Saitta e i suoi Collaboratori e Dirigenti, sono a conoscenza, e come, della posizione del privato cittadino che si andrà a premiare, eppure prosegue nella scelta fatta, sapendo anche che: il traliccio più alto, di 120 metri, essendo posizionato più vicino alle abitazioni, rispetto al traliccio del territorio di Moncalieri, sul quale i Tecnici dei Consorzi hanno proposto di spostare il maggior numero degli impianti, andrà a schiacciare le abitazioni e i residenti in mezzo ai due tralicci più alti, quello di RTI e quello progettato nell'area Berardi, dalle strutture e dall'elevato irraggiamento dei segnali.

Preoccupati per le prevedibili, quanto giuste proteste e conseguenze, oltre alle ragioni di natura tecnica, ambientale, paesaggistica, nonché per maggiori costi di realizzazione e gestione, APERT e FRT hanno chiesto alla provincia di lasciare liberi i Progettisti, senza il vincolo dei tre tralicci, considerato che due tralicci, di cui uno non superiore a 85 metri, sono sufficienti e lasciando, agli stessi progettisti, anche la scelta sul punto dove posizionare la struttura più alta e l’accorpamento degli impianti.

Vista la motivata contestazione dei Consorzi e delle Associazioni, che a oggi non ha ottenuto risposte; tenuto conto dell’inaccettabile ritardo della mancata adozione del piano di risanamento; degli impegni assunti e non mantenuti dal legale rappresentante della provincia; dei progetti che sono la causa dei vantaggi a favore di un privato e danno per le imprese consorziate, firmatari degli impegni assunti con e dalla provincia; considerato vergognoso e scandaloso il comportamento Politico/Amministrativo e Dirigenziale, con riferimento al richiamo dei tempi impiegati, per poi "partorire" altri progetti irrealizzabili, si ravvisa la necessità di modificare - in tempi rapidissimi - la progettazione,.

Hanno collaborato e assunto decisioni, nei quasi dieci anni dalla legge regionale n. 19/2004, senza produrre alcun risultato utile all'adozione del piano di risanamento percependo, però, alti stipendi,  pagati anche con il contributo delle imprese radio-televisive, sprecato danaro pubblico per la inutile progettazione mai utilizzata, i seguenti altri pubblici Amministratori oltre al presidente Antonio Saitta, Dirigenti e Funzionari:
l’Assessore Roberto Ronco; i Sindaci e i Dirigenti, componenti la Conferenza dei servizi, dei comuni di Pecetto Torinese, Moncalieri e il Dirigente in rappresentanza della Città di Torino; il Segretario generale della Provincia, Benedetto Buscaino; i Responsabili del procedimento della Provincia: Nicola Vozza, Sandro Petruzzi e Francesco Pavone.

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Ultimo aggiornamento (Lunedì 20 Gennaio 2014 08:06)

 

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