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L'Apert alla Provincia: acquisire l'area da risanare

L'Apert alla Provincia di Torino:  No alla conferenza dei servizi dove prevale la politica  a scapito degli Organi tecnici dell'Ispettorato e di Arpa.

Applicare la legge 
MAMMI' N. 223/1990 e il  DPR n. 255/1992 che prevede l'acquisizione dell'area da risanare per poter  adottare il piano di risanamento del Sito, sia sotto l'aspetto ambientale, sia urbanistico e sanitario.

Riportare gli impianti radiotelevisivi con le potenze in concessione.

Pubblichiamo il contenuto della lettera che Apert ha inviato al Presidente della Provincia di Torino, Antonio Saitta e al Segretario Generale, Benedetto Buscaino. 

Ricordiamo che, ai sensi della 
Legge regionale del Piemonte n. 19 del 3 agosto 2004 l'Ente che doveva e deve ancora risanare il Sito è la Provincia di Torino, nella  persona del legale rappresentante, il Presidente Antonio Saitta.

Senza la disponibilità dell'area, senza il diritto di superfice a favore delle Emittenti, ovvero dei Consorzi  (Art. 18. (Norme sugli impianti e le radiofrequenze dei concessionari) le imprese radiotelevisive non spenderanno un solo euro per costruire le strutture. Apert ha sollevato questo problema già nel 1990.

In assenza di rapide e adeguati provvedimenti, l'Apert si vedrà costretta ad assumere ogni necessaria azione a tutela dello svolgimento della regolare attività da parte delle imprese associate.


Questo il testo della lettera del 16 maggio 2011, inviata alla Provincia di Torino. 

                                                                                                   Sig. Presidente
                                                                                               della Provincia di Torino
                                                                                 Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Sig. Direttore Generale
della Provincia di Torino
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 Oggetto: Risanamento sito Colle della Maddalena.

In relazione al risanamento del Sito Colle della Maddalena, spiace dove registrare che, a seguito delle risposte da parte del Sig. Presidente, fornite il 19 aprile in Consiglio Provinciale, ci stiamo avvicinando ai 30 giorni - rispetto ai 10 concessi al Comune di Moncalieri per la “disponibilità di adottare la variante al piano regolatore”- senza alcun provvedimento o atto da parte della Provincia.

Il notevole ritardo del risanamento che, tenuto conto dell’obbligata riduzione della potenza agli impianti, rispetto a quella in concessione, comporta seri e gravissimi danni alle imprese radio-televisive, causati dalla mancata ricezione dei programmi, dalla perdita dell’area di servizio, di ascolti e di contratti pubblicitari, dovrebbe consigliare l’assunzione di urgenti ed opportuni provvedimenti.

Tenuto anche conto delle ordinanze-diffide, emesse dai comuni di Moncalieri e Pecetto Torinese, le imprese continuano a subire, senza alcuna tutela da parte di chi deve risanare, le conseguenze del mancato risanamento.

La scrivente associazione, si richiama all’accordo Provincia/Consorzi/Associazioni del 21.05.2009, alle richieste del 12.12.2010 (art. 2 del predetto accordo) alle sollecitazioni e argomentazioni del 30 gennaio 2011 e all’interrogazione consiliare e risposta del Presidente del 19.04.2011, per richiamare l’attenzione sul fatto che, anche alla presenza di un “ripensamento” da parte del Comune di Moncalieri, le imprese radiotelevisive - a causa delle citate interferenze ai programmi e alla riduzione dell’area di servizio - non sono nelle condizioni di aspettare i lunghi tempi di approvazione della variante al piano regolatore.

Visto che la prima Conferenza dei Servizi della Regione è durata ben tre anni, senza l’adozione del piano di risanamento, mentre altri sette anni, dall’approvazione della legge regionale 19/2004, sono trascorsi con la Conferenza dei Servizi della Provincia di Torino, per proporre uno studio di fattibilità, bocciato soltanto dal comune di Moncalieri, l’APERT ritiene sia necessario escludere soluzioni che, di fatto, tendono ad accontentare chi, per interessi personali come alcuni abitanti delle vicinanze le antenne, non portano al risanamento.
 
La Provincia di Torino, quale Ente obbligato all’adozione del piano di risanamento di cui all’art. 9, legge 36/2001, ha la responsabilità di avere escluso dalla Conferenza dei Servizi i tecnici esperti, designati dalle Associazioni APERT e FRT, che conoscendo da trent’anni le strutture, le antenne e l’intero sito del Colle della Maddalena, avrebbero fornito elementi importanti per evitare perdite di tempo, facendo prevalere le proposte degli Organi tecnici di Arpa e Ispettorato su quelle della rappresentanza politica che ha dimostrato di non avere alcun interesse a risanare, ma l’interesse ad emettere ordinanze e sanzioni.

Al riguardo bisogna affermare, ancora una volta, che per il risanamento del sito le imprese radio-televisive sono le “vittime” della pubblica amministrazione, soprattutto i comuni i quali, ad oggi, continuano a volere il risanamento solo a parole.

L’APERT ritiene che la soluzione migliore sia quella suggerita dagli Uffici tecnici della stessa Provincia: adeguamento delle Torri e dei locali esistenti nel sito, in grado di consentire il riposizionamento dei sistemi d’antenna, necessari all’accorpamento di tutte le frequenze radio e i canali televisivi.

Considerato che i costi di adeguamento degli impianti sono a carico delle imprese radiotelevisivi,  non a carico dei proprietari del terreno, si chiede che, in applicazione della legge 223/90, art.  4 e del Regolamento d’attuazione ( DPR 255 del 27 marzo 1992), art. 2,3,4, la Provincia inviti i Comuni di Moncalieri e Pecetto Torinese  a procedere all’esproprio ed occupazione d’urgenza delle aree da risanare sulle quali insistono gli impianti, per la realizzazione del piano di adeguamento dei Campi Elettromagnetici totali ai valori dei 6 V/m.

Le aree, come previsto dalla legge, diventerebbero bene indisponibile dei due comuni, i quali potrebbero concedere il diritto di superficie alla stessa Provincia per l’adozione del piano e la conseguente costruzione delle Torri da parte dei due Consorzi  delle radio e delle televisioni.

Se è vero come è vero che bisogna adeguare gli impianti ai valori dei 6 V/m e procedere al risanamento urbanistico e ambientale dell’intera area del Colle della Maddalena, tutto si può risolve con la costruzione di due tralicci e l’abbattimento di  quelli vecchi e inutili.
 
Se, invece, si vuole ottenere altro, allora bisogna assumersi le responsabilità  e le conseguenze del mancato risanamento.

La costruzione delle due Torri sull’area del sito, senza variante, con il semplice permesso a costruire, attuando la prevista procedura semplificata, potrebbe essere la seguente:
 
< una Torre nel territorio di Moncalieri, in sostituzione dei due tralicci al bar Faro;
< la seconda Torre nell’area da risanare di proprietà Eredi Berardi, confinante con l’ex  Parco
   Giochi.

Nell’attesa di cortese informativa sui provvedimenti che la Provincia riterrà di assumere con l’urgenza che la situazione richiede, porgo distinti.

                                                                                                                Il Presidente
                                                                                                          Vittorio De Giorgio

 

 

 

Ultimo aggiornamento (Mercoledì 11 Gennaio 2012 10:24)

 

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